______ Il blog di Chiara Micheli ______

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sabato, 07 novembre 2009
X FACTOR 3: MARCO MENGONI AL SECONDO POSTO SU ITUNES

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marcoFrancamente se si guarda la classifica generale nel suo insieme è abbastanza impressionante: il Mengoni ha tutte, e sottolineo tutte, le sue esibizioni nella top 100 di ITunes.

Ieri e il 5 sulla piattaforma c'è stata un po' di confusione, sembrava che le canzoni della nona puntata fossero senza richieste e questo dava ragione al parere diffuso che soprattutto l'esibizione del pezzo della Martini fosse stata un fallimento.

Giovedì c'era stata la sindrome del giorno dopo, un bombardamento di reazioni negative, di accuse di sbaglio madornale, di esecuzione da dimenticare. Ma possibile? Ero sorpresa, io vedevo un'altra cosa. Il mio ego stava  demoralizzato in un cantuccio solitario e ruminante, non poteva credere di aver imbroccato una cantonata pazzesca. No, sul Mengoni no, mannaggia!

Ieri sera intorno alle 22 la verità: posizione più alta mai raggiunta, 2° posto.  A conferma se ce ne fosse bisogno che il pubblico di XFactor è il migliore in circolazione.

 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 09:42 | link |
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giovedì, 05 novembre 2009
X FACTOR 3 NONA PUNTATA: ESCE SOFIA E LO STUDIO SI UBRIACA

Di questa puntata ci ricorderemo le dita nella marmellata. O meglio nel vasetto. Tutti alticci parecchio ieri sera, si sono cantati più i canti stonati di montagna che quelli pop coi Bastard Sons of Dionisio e si sono distribuiti e mangiati i famosi zuccherini che l'anno scorso anche i Farias lasciarono in dote (sono zollette di zucchero sotto alcool e qualche spezia aromatizzante) come cura per la voce prima dei concerti.


Seeeeeeee, dissero i ciucchi persi di grappa trentina.
Ai BSOD va la mia stima di sempre: invece di fare le rockstar de' noantri come ultimo sogno di trasgressione, suonano e lavorano come matti. Sono grandi anche per questo.


Il fatto che per la maggior parte le persone in studio fossero astemie ha contribuito all’ebbrezza veloce ma tanto non c’era molto altro da fare. C'era una partenza annunciata che si è alla fine compiuta, quella di Sofia, bersaglio da settimane delle migliori intenzioni di sterminio: dai riti voodoo con le chitarre acustiche trafitte da spilloni alle danze della pioggia sui tetti delle case discografiche, dalle lamentazioni  in aramaico criptate nei blog di musica alle messe nere nei centri commerciali  davanti agli stand dei cd, dalle lamelle votive  etrusche gettate nelle tombe di Brian Jones, Jim Morrison e Jeff Buckley ai pupazzotti coi capelli di Hendrix nascosti sotto le panche delle birrerie, dalle corone di agli appese agli stipiti delle porte di RTL e sorelle ai dj che ripetutamente hanno fatto girare al contrario Sophy in the Sky with Diamonds per non parlare dei pendolini appesi al collo, si è fatto di tutto affinché uscisse e ieri sera il desiderio si è realizzato. Nota segreta dalla redazione di XFactor - si avvertono quelli che l'hanno votata: i numeri sono stati registrati, i nomi saranno individuati uno per uno e gli intestatari perseguitati, i loro averi venduti e i parenti costretti all'esilio.


Per il resto discreto livello di tutti, belle le Yavanna che cantano Vacanze romane e non urlano, un po’ meno la Marini ospite manierata nel suo ruolo siliconato sul  punto di esplodere che scommetto ormai ha stancato anche lei, Marco con Almeno tu nell'universo che crolla dall'emozione tutto tremante e porta alle lacrime parecchi, Morgan che gli dichiara il suo amore guardandosi  negli occhi, la Maionchi che si rompe i cojones, la Mori sempre strenuamente uguale a se stessa e non è un complimento, Silver con Un'avventura sempre uguale a se stesso e potrebbe anche essere un complimento, Giuliano che dopo 678 ore e 24 minuti di prove ha imparato benissimo le due strofe de L’immensità, la Maionchi che si rompe le great balls of fire.
Tommassini ieri sera si è superato non superandosi mai, a parte per Chiara con Le mille bolle blu, ma ci siamo divertititi a vedere le ballerine obese che ossessioneranno gli incubi dei maschietti per i secoli a venire.
Entrata Paola cantando Bjork con merito, un'altra esclusa dell'anno scorso e come per Damiano vale il discorso: non vorrei dire che c'era un motivo, una mancanza di pathos nel canto, ma aspettiamo di vederla in futuro.


E poi Marco. E Morgan. E Marco. E Morgan.


E Morgan che ieri sera si è rivoltato di brutto quando hanno ricominciato con la lagna solita del vincitore morale e Matteo e i secondi e i terzi e i bla bla di idiozia infinita: i revisionisti della storia non hanno mai pace. Quello che per molti è davvero difficile da comprendere è che se stanno cercando col Becucci un oggetto intercambiabile da classifica hanno sbagliato persona: la sua visione sofisticata della musica è un osso duro per chi è abituato a look&hits mordi e fuggi. Matteo si sta ritagliando con tenacia e senza grida un posto di estremo rispetto che molti non capiranno mai, come non capiranno mai cosa vuol dire fare musica e non semplici pezzi.
Non è un caso che Giusy Ferreri, la grande dominatrice di classifiche da un anno e passa, è un fallimento dal vivo. Ma vedete un concerto di Matteo e capirete. Francamente ci sono poche cose che mi danno fastidio nella vita ma l'ottusità si: è così difficile accettare la diversità di vedute e percorsi? Concepire che si possa arrivare alla meta per strade anche meno battute? Che se per molti attaccarsi al trend generale è naturale, per altri cercare proprie forme di vita è altrettanto naturale? Che spesso sono proprio queste che daranno le cose migliori e anche ritorni più duraturi?
Che uggia i ragionieri dell'arte. Prima di giudicare il lavoro di altri sarebbe bene darsi una calmata, riflettere ed evitare di offendere senza motivo.


Intanto il 13 novembre esce sia il cd di Morgan, la seconda parte del suo Italian Songs, che il cd di Matteo, tentativi entrambi di riprendere dal patrimonio sia italiano che internazionale canzoni di significato per riportarle all'attenzione del pubblico. Si rassegnino i detrattori e vadano a sentire le radio italiane che non li passeranno mai, saranno in buona compagnia.


Per finire che mettere come video? Domanda pleonastica, non c'è stata gara perché canzone triplamente difficile. Non solo perché al femminile e per fortuna non è stata cambiata per la prima serata Rai , è bello sentire un uomo cantare per un altro uomo,  non solo con la fama di appartenenza ad una delle più grandi interpreti italiane come Mia Martini. Ma con una base rarefatta ed estraniata bellissima adatta più all'ascolto che al canto, tra le note liquide di Waiting for the night dei Depeche di Violator e una ballata jazz, eppure riuscire a seguirla senza andare fuori, tenere la melodia quando questa porta altrove. Eppure emozionare: è stata un'impresa quasi titanica. Questa esibizione la si apprezza in pieno solo in ascolti consecutivi: la prima volta per seguire solo la voce, tenerissima e straziata, poi per la musica. Poi di nuovo la voce. E ancora, ancora fino a che si fondono. 
A dimostrare che la bellezza ha sempre poco a che fare con la perfezione ma usa ben altre misure. Qui siamo non uno ma cento gradini sopra tutto, oltre oltre oltre.


e questa


 



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Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 15:15 | link |
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martedì, 03 novembre 2009
ALDA MERINI E' ANDATA AD ABITARE DENTRO UNA POESIA, UN SALUTO

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Salutiamo una persona che come me e molti altri viveva di una cosa
che parecchi dicono inutile eppure è il sangue della terra. Quelli che
sognano parecchio e talvolta muoiono.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 08:21 | link |
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sabato, 31 ottobre 2009
X FACTOR: MATTEO BECUCCI E MARCO MENGONI TRA I PRIMI DIECI SU ITUNES

matteo marco itunesFa piacere avere avuto ragione fin dall'inizio e vedere due artisti in cui credi guadagnarsi il giusto riconoscimento.

Il pezzo del Mengoni è salito da giovedì e che è micidiale lo sappiamo, Matteo è uscito appena ieri con il singolo in attesa del cd a novembre. Ora stanno accanto nei piani alti di ITunes. Che posso dire? Forza ragazzi!

In regalo la versione di Insieme a te sto bene fatta da Morgan live a Bologna insieme a Michele degli Aram Quartet. E se penso a come questo eccellente gruppo è gestito dalla stessa casa discografica che dovrebbe valorizzarli non so cosa potrei dire, lasciamo perdere.

 

Da notare che ci sono 3 cantanti di XFACTOR nelle prime 10 posizioni.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 09:01 | link |
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venerdì, 30 ottobre 2009
IL CASO MARRAZZO A ANNOZERO: UNO DEI PUNTI PIU' BASSI DELLA TV

Il caso Marrazzo a Annozero giovedì 29/10/2009


Premetto prima di tutto una cosa a scanso di equivoci: il signor Marrazzo non lo conosco se non dalla televisione e in quelle vesti non l’ho mai sopportato, la sua arroganza nella trasmissione che faceva qualche anno fa mi dava notevolmente fastidio. Poi la sua successiva carriera politica e umana è lontanissima da quello che io faccio e penso quindi il mio interesse nei suoi confronti è pari allo zero assoluto. Proprio per questo non ci sono sospetti per quello che dirò.  

La gogna mediatica alla quale ieri sera è stato sottoposto, in prima serata, senza ritegno, senza pudore, senza pensare a lui come persona ma come oggetto da esporre sul banco, sputtanando posizioni sessuali e preferenze di letto, tic e comportamenti, fa della trasmissione di Annozero di ieri uno dei punti più bassi che mai mi sia capitato di vedere. Che Annozero sia trash non è la prima volta che lo dico ma il trash è quello che ci dicono fa vendere: ora finché si tratta di seni e sederi del grande fratello può anche divertire qualcuno,  ci si delizia coi finti amori e si gioca con le finte tragedie per scordarsi le vere.

Ma quando si porta all’attenzione di milioni una persona in risaputa difficoltà e la sia apre nelle viscere per fare audience è un altro paio di maniche. Non me ne importa un cazzo dell’accodamento ottuso del trend generale ai carrozzoni mediatici in cui tutti sguazzano allegramente, qui in internet a milioni e fuori altrettanti. Il gossip, orrenda parola, diventato il verbo sacro al posto di Dio: chiacchiere e menzogne e teoremi su attori e casi umani, il tutto mixato in una poltiglia informe, con la politica e le istituzioni svilite fino all’inverosimile.

Non lo tollero per un presidente del consiglio che è una carica istituzionale che merita rispetto, ci piaccia o no è un nostro problema, e sta a destra, non lo tollero per Marrazzo che è (era) il presidente della regione Lazio  e sta a sinistra, non lo tollero per nessuna direzione o posizione. C’è una sola parola che mi viene da dire, vergogna. Vergogna quando si usano le persone per altri scopi che il loro rispetto.

Se il signor Marrazzo ha sbagliato nella sua funzione pubblica pagherà, ci sono i giudici e la legge per questo, il resto riguarda lui e guai a chi pensa di potersi permettere di giudicare un altro uomo per fare cosa? Una trasmissione da dare in pasto a chi? A guardoni? A gente contenta che uno potente sia caduto? Ma siamo davvero così miserabili? Lo useranno per giochi politici di schieramenti da rifare? Informazione giornalistica come rimestio di panni sporchi? Poi sporchi di che? Perché uno ama i trans? In Italia ce ne sono a migliaia, quindi Marrazzo come cliente è in buona compagnia: guardiamo dentro le nostre case prima della sua. La questione riguarda la singola persona, la sua famiglia ed eventualmente la legge, nessun altro.

Ripeto se non è ancora chiaro: vergogna anche solo poterlo pensare di fare di questo un programma in tv, in faccia ai dirigenti e autori Rai che oggi sbandiereranno i loro milioni di auditel. Preferirei morire di fame.

Ieri parlavo di buona televisione che ricorderemo fra trent’anni.  Questa non sarà di quelle. O peggio, lo sarà come esempio alle generazioni del futuro del degrado in cui siamo, della nostra profonda incultura. E del mio schifo.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:40 | link |
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giovedì, 29 ottobre 2009
X FACTOR 3 OTTAVA PUNTATA - ESCE DAMIANO E IL MENGONI SI FA DURO

6Puntata che mirava in alto, mirava all'evento, quella di ieri sera. Che infatti c'è stato. De Gregori è venuto a cantare un suo pezzo, e la dice lunga sulla stima ha questo programma in campo musicale, ma anche a fare un duetto con Morgan. Con Il Suonatore Jones dall'album di De Andrè ispirato all'antologia di Spoon River del poeta americano E.L.Masters, pubblicata in Italia nel 1943 con la traduzione della Fernanda Pivano da poco scomparsa. E il risultato è stato splendido.1

E' uscito Damiano ma non è una sorpresa. Dalle ottime promesse iniziali si era stabilizzato, o meglio sarebbe dire fossilizzato, su una nota e tono unici dai quali non riusciva a scollarsi. O forse non sa. Ci sono cantanti camaleonti, capaci di tutto, e cantanti sedimentari. Lui è uno di questi, probabilmente adatto solo alle sue cose, quindi bene sia uscito e vada a farle. Lì dentro era uno spreco per tutti, prima di tutto se stesso. Ora di mettersi alla prova, ora di mostrare gli attributi se si hanno.5

Nell'insieme una puntata di buona musica con le punte in Chiara che ha cantato la Mia Martini di Fossati, in Giuliano con il pezzo Back to Black della Winehouse e Marco con un Battisti rock d'annata lato B, quelli che metteva nei retri dei 45 delle canzoni d'amore tormentone. Questo lo era di Pensieri e parole, impazzò per tutta l'estate del 1971.
Omogenea la seconda parte dove ognuno si è esibito con sola voce che a me devo dire piace molto. La grana e consistenza emergono, soprattutto emergono i silenzi che pochi sanno rispettare ed eppure sono quelli che danno significato alla canzone.4

Ma ieri sera la cosa più bella non è stata regalata da Rai2 ma da Rai4, quasi in contemporanea con la serata e ha fatto imprecare sonoramente parecchi costretti a scegliere. Si, perché mentre cominciava XFACTOR alle 21, nell'EXTRA c'era Morgan che teneva una lezione monografica su De Andrè  proprio sull'album Non al denaro, non all'amore né al cielo del 1971.
Non al denaro, non all'amore né al cielo è anche il secondo album da solista di Morgan, pubblicato nel 2005. Fu Dori Ghezzi, conquistata da una versione live de L'ottico a proporgli di eseguire dal vivo l'intero album in occasione della fondazione di un centro studi dell'Università di Siena dedicato a De André. La Ghezzi in questo modo voleva tenere vivo questo lavoro per i giovani e propose a Morgan di reinterpretare il disco. Morgan si accostò al disco in maniera filologica, riscrivendo la partitura e riarrangiando i pezzi, primo caso nella storia della musica italiana di remake di un intero album.
Una lezione estremamente viva se si pensa a quanta poca gente ha voglia di spiegare con passione cosa fa invece di parlare degli altri.

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Unico cruccio è che una cosa come questa sia trasmessa in un canale a bassa visibilità e ogni aggiunta su Youtube sarà falcidiata senza tenerne conto. E' qualcosa di poco interessante? Accidenti. Questi sono pregiudizi che ci si fanno davanti agli share dei grandi fratelli. Ma tra trent’anni  i grandi fratelli saranno diventati piccoli e le cose belle di oggi, come oggi guardiamo alla RAI di trent'anni fa, saranno enormi. Perciò, anche se so di parlare nel deserto divelto dal marketing, ridate ridate ridate alla gente quello di cui ha bisogno e si merita per favore. Come per Damiano sarebbe ora di mostrare gli attributi.3

Per finire naturalmente c'è da chiederlo? Il Mengoni con la versione hard di Insieme A Te Sto Bene. Un unico aggettivo: capolavoro.

il video sul sito Rai   

 


Poll: X FACTOR 3 CHI DEVE VINCERE?



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Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 10:20 | link |
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giovedì, 22 ottobre 2009
X FACTOR 3 - SETTIMA PUNTATA E SONDAGGIO: CHI DEVE VINCERE?

Bene, eccoci qui di nuovo a parlare di X Factor dopo il facto, ovvero la settima puntata. Non lo faccio per me, no, lo faccio per i miei dischi che ieri sera hanno tirato un sospiro di sollievo da un destino ingrato e gramo al quale li avevo destinati per una scommessa sull’esito dell’esibizione del Mengoni.  Fortuna per loro ho vinto la scommessa e ora torneranno tranquilli al loro scaffale al calduccio a litigare con gli mp3.


Dunque X Factor. La signora Mori pesante quanto la catena montuosa delle Ande litiga ancora con tutti, la signora Maionchi pensa ai cavoli suoi, Morgan sogghigna come il gatto di Alice e beve. La signora Mori sbrocca per il suo Damiano incompreso dai più, la signora Maionchi dormicchia sulle Yavanna, la Sofia non la vuole nessuno ed è un mistero più ingarbugliato del Codice da Vinci perché sia ancora dentro. Morgan arabesca sui suoi quattro concorrenti: Silver sfarfalla carino sui Beatles modello oratorio, Chiara inciampa su un testo brutto di Mogol di Eleanor Rigby, Cristiana cade stesa su And I Love Her con un testo brutto brutto di autore?/suo/Morgan/suo/Morgan/boh? e viene eliminata per sfinimento da antipatia conclamata. Non è cosa facile fare una traduzione, eh? Sembrerebbe una stupidaggine, che ci vuole a tradurre un testo?


Ieri sera c’è stato un nuovo ingresso niente male, si chiama Giuliano e ha una bella voce roca. Vedremo la prossima settimana.


E poi Marco.


Marco è qui (oddio sembro la Carrà) e che altro devo dire? Basta vedere l’esibizione per capire (saltare a piè pari il tentativo di telenovela melensa montato dalla produzione all'inizio: bisogna perdonarli, ogni tanto vedono lo share di ascolti di Amici e si fanno prendere la mano). Unico appunto, non gli hanno permesso quel paio di scarpe da donna con tacco che aveva nelle prove e che avevano confabulato contenti lui e Morgan. Paura dei mal pensanti? Peccato.

 

 

Per finire giusto un appunto piuttosto nero alle parole della signora Mori sul presunto "sbaglio" del pubblico dell'anno scorso che avrebbe fatto vincere chi non si meritava, ovvero il Becucci.


Ricordo per l'ennesima volta alla poco gentile signora e a tutti quelli che ci riproveranno, perché sono tristemente sicura che ci riproveranno fino allo sfinimento, che il pubblico non è il cretino che farebbe loro piacere e, come si vede sopra nel poll sempre stato qui, ha scelto il migliore dell'anno scorso, fine della storia. Come sceglierà quest'anno. Amen, si rassegnino. La Ventura avrebbe detto nun c’è trippa pe’ gatti!


A Matteo il riconoscimento è dovuto anche se so bene che di queste stupidaggini non si cura. Ma era bene chiarirlo.
Next!


E tanto per fare qualcosa di poco gradito alla suddetta a proposito di poll.
Ma siamo alla settima puntata, ora del nuovo sondaggio sul vincitore di XFACTOR 3!
Come gli anni passati facciamo vedere se lo sappiamo o no chi è il migliore ben prima di arrivare alla puntata finale. Fatevi sotto e votate.

 

Poll: X FACTOR 3 CHI DEVE VINCERE?

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Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 13:34 | link |
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sabato, 17 ottobre 2009
X FACTOR 3, Morgan e l’elogio necessario della fragilità

Mentre il programma prosegue tra altini e bassezze ci dà ancora musica che altrimenti in tv non si sentirebbe (rimane aperta la questione del perché poi si dovrebbe sentire in tv, io sono per il si deve perché è un mezzo che non può esser lasciato solo ai programmi finti di gossip e trash a ogni  livello, politico, culturale, emozionale) e riesce a smuovere chi la musica la fa e la fruisce come poche volte ho visto.


Mercoledì prossimo il Mengoni canterà Helter Skelter dei Beatles dal White Album e prevedo uno sfracello, deve cadere lo studio o butto via la mia raccolta di vinili, giuro.

(canzone di una attualità sconcertante, scritta da McCartney nel '68 come risposta a Pete Townshend dei The Who per "I Can See for Miles" nel duello per la canzone più "rumorosa" e rimasta famosa perché citata da Charles Manson ai tempi del massacro Tate)



Fatto sta che sembra rimanga un programma per addetti, sta lì sui due milioni di spettatori fissi e non si sposta. E perché no se poi alla fine è godibile per chi ascolta. I giornalisti intanto non sono contenti, la querelle impazza, il giurato Morgan cannibalizza il programma, rendendolo MorganFactor invece che XFactor? Problema profondo, si, da non dormirci. Soprattutto se si pensa che è una sciocchezza perché non è un problema del Castoldi.


Quando l’Occidente si trova improvvisamente a combattere con un'altra civiltà in uno scontro di culture tra la sua e quella musulmana, e impaurito si fa  mille domande e si sente in pericolo, il problema  è degli altri che avanzano o nostro, dell'Occidente che non è capace di avere un pensiero forte e di crederci?


L’impero romano è finito per i barbari che arrivavano o perché ormai stava stremato alla fine di una parabola e chiunque in quel frangente serviva a dare il colpo di grazia?


La cosa accade a ogni livello, anche in un programma tv. Morgan in Xfactor è il solo con un pensiero forte e riconoscibile. Fa musica, crede nella musica, ama la musica, ama chi la fa, crede in sé e crede in chi la fa. Chi guarda ascolta, comprende e si fida. Amen. Gli altri? Comprimari scialbi. Il mondo funziona così per fortuna. Lui sceglie i migliori perché fa patti con i diavoli della musica nelle buie e insonni notti tra sigarette e riti voodoo? No, i diavoli hanno altro da fare. Lui sceglie i migliori perché quando sei dentro qualcosa che ami la conosci e la capisci, la sensibilità di un artista non è acqua, permette di sentire con le antenne speciali le affinità e i valori, questa è merce che va rispettata e pagata a peso d’oro, perché rara, conquistata con estrema fatica. Succede mai oggi, il saper fare un accessorio sacrificabile ad altri meriti. E poi vuoi mettere la fatica di iniziare percorsi di conoscenza quando si può avere tutto e subito? Peccato che poi si avrà in mano il banale, rimasticato e spesso falso.



Ma la conoscenza è dura, essere artisti è essere fragili, mille tempeste interiori, eppure forti nel centro importante, quello che non ti lascerà mai se prima non lo tradisci tu. E si tradisce, si tradisce per mille motivi.
Ma entrare in contatto, entrare in un altro e lasciarsi penetrare, empatizzare, perdere di un sé geloso, lasciarsi andare, rischiare, cadere, sporcarsi, aprirsi. Entrare volutamente in simbiosi.


C’è sempre netto in un artista il bisogno di ritrovarsi in questi verbi della differenza, dell’incerto, dell’incomprensibile, del caduco, dell’inesprimibile, dell’intangibile, dell’imperfetto, dell’insicuro, del fragile, l’importanza della strada, invece della meta, del non detto di sentimenti che non siano sbattuti in faccia come merce cinica da chi crede di sapere tutto, del non prevedibile.


Non si nasce mai artisti, si nasce con il talento. Artisti si diventa, lo si sceglie coscientemente e lo si paga. Ci vuole fegato. Non molti lo hanno. Ci saranno molte lacrime da metter in conto. E molta solitudine non necessaria. Però in cambio capirai la bellezza del mondo. Non è un cattivo baratto.


Quando poi sei disposto e capace di restituirla al mondo, a elergirla, arriva il miracolo.


Dunque la forza sta qui. Difficile sconfiggerla. E' una bella vittoria una volta tanto del valore e del non accomodato, checché se ne dica.

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mercoledì, 14 ottobre 2009
Premio per il video più imbecille

Esiste un premio per il video musicale più imbecille? Ho cercato ma mi sembra di no, quindi lo invento io:


PRIMO PREMIO INTERNAZIONALE DI VIDEO IMBECILLITA’

E il mio candidato per il 2009 è Treat Me Like Your Mother by The Dead Weather, il progetto di Jack White degli ex White Stripes, diretto da Jonathan Glazer, autore anche di Virtual Insanity di Jamiroquai. Il video mostra un duello moderno tra White e Alison Mosshart dei The Kills.
La motivazione: come in quattro minuti o poco più riuscire a mettere insieme una menata senza senso, offensiva e oltretutto pericolosissima. Menzione speciale poi alle liriche, particolarmente profonde. No, non le traduco.
Naturalmente Youtube è pieno di commenti tipo: ganzo, forte, si vedono i buchi, vero rock, kick ass e variegate esclamazioni di coglioni in estasi. Cosa non si fa per vendere.

A chi guarda il giudizio e se qualcuno ha candidati all'imbecillità da proporre aggiunga. Faremo un contest in piena regola.


 

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martedì, 06 ottobre 2009
un capolavoro della letteratura mondiale

Parlo di letteratura con una recensione che non posso fare a meno di riportare qui, l'ho letta stasera e mi ha colpito profondamente. Consiglio di cliccare  sul link sotto per farsi una doverosa cultura sulla Litterae Truzzonis perché ce n'è ancora troppa poca diffusa ma se ci impegnamo tutti possiamo cambiare la situazione   


“Tre metri sopra il cielo, oltre a presentare un'intrigante e insolita trama, tanto avvolgente quanto ricca di colpi di scena, è simbolo ed espressione mondiale della massima genialità che uno scrittore potrà mai avere nell'eternità. ”

- Nessuno su Tre metri sopra il cielo  di Federico Moccia

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Letteratura_Truzza
 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 23:42 | link |
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