
Uno sguardo trasversale ed indipendente sul mondo dei media: cinema ma anche TV, arte, società e molta letteratura
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Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali
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UNA BIOGRAFIA ESTESA PER CHI VUOLE
SAPERE QUALCOSA IN PIU' DI ME
Toscana, diploma tecnico commerciale, frequento la facoltà di lettere - indirizzo lingue e letterature straniere - e me ne vado scocciata dall'assurdo del modello educativo. Comincio a diffondere musica alternativa ed entro a far parte della scena disco arty trendy promozione lives - e ci rimango per un po'. In qualche modo ci sono ancora. La chiamo la mia formazione culturale. Tra Joy Division e T.E.Eliot c'è la mia strada, che definisco benedetta. Una cultura polimorfa e senza frontiere - l'uomo stesso non ne ha se non artificiali - è un dono che non ha prezzo. E a me non lo ha chiesto. Sono assistente per un po’ dell’architetto Craig Ellwood nel suo periodo pittorico, perché da sempre interessata all'arte e alla grafica, ma con la letteratura che rimane l'altro punto fisso. Ricordo bene la scuola: i miei compagni imprecano su Manzoni, io butto via ore a leggere Beaudelaire.
Comincio ad occuparmi di cinema avvicinandomi ai primi registi indipendenti della nuova scena statunitense di fine millennio e questo, insieme alle visioni di ragazzina a bocca aperta davanti ai film in b/n della tv, resta per me l'impronta acuta e spigolosa con cui concepisco il cinema: le messe in scena magnifiche sono appaganti, ma se non c'è anche una storia di uomini-carne, che mi afferra e mi tiene, che mi prende allo stomaco in qualche dura maniera, per me sono zero.
Comincio a scrivere di cinema (DUEL il primo giornale) ma anche di serialità – mia la denuncia a mezzo stampa dei tagli della censura sulla versione italiana di Band of Brothers che apre una stagione di presa di coscienza dei massacri fatti dalle tv nazionali sulle serie importate - mentre intanto lavoro nel settore delle nuove tecnologie: il digitale, la diffusione satellitare e tutto ciò che riguarda i nuovi mezzi di comunicazione. L'incontro con il mondo del web e la tecnologia del computer imprime un’ulteriore spinta alla ricerca di mezzi espressivi, un ulteriore linguaggio di cui impossessarsi. Intanto faccio l'operaio e studio scienze della comunicazione e le mille strane culture attraverso i cultural studies ed entro in contatto con le grandi comunità di scrittori in rete di lingua inglese. Passione e lavoro s’intrecciano: loro sono una larga parte della mia vita e argomento ancora sconosciuto ai più dei miei interventi pubblici alla scoperta della scrittura ai tempi di internet.
Ho studiato la scrittura con buoni maestri e imparato il design con il migliore di tutti, Bruno Munari: a lui devo l'attenzione per le piccole cose, innotate, che diventano grandi.
L'idea della diffusione di una cultura aperta, poliglotta, a largo raggio, mischiata all’amore per il sapere, per l’incontro con l’altro che si attua attraverso la conoscenza, è ciò che credo mi definisca meglio. Credo nella lotta che nasce nella determinazione e nell'impegno, perchè credo che anche una sola voce possa fare la differenza, insieme alle sue due mani. Nude.
Oggi invento libri con la mia casa editrice che chiamo, a ragione, la più piccola del mondo, realizzo progetti di laboratori di scrittura e lettura per adulti e bambini, diffondo arte digitale e web design, scrivo sceneggiature, traduco sconosciuti (in Italia) letterati anglosassoni, mi occupo di promozione culturale e progetti legati alla memoria in ambiti locali.
Sono uno scrittore. Uso la parola per vivere, materialmente e spiritualmente, perché senza la parola, la sua conservazione e la sua diffusione, io non esisto.
Scrivo poesia, principalmente, modo antico ma oggi misconosciuto e imbastardito di identità collettiva, ma scrivo molto anche per il web, insieme al compito di beta-reader, scrivo per gli amici e per committenti, per chiunque necessiti un italiano con più di mille vocaboli, perché non crederò mai che un contenuto, anche il migliore, possa passare da una lingua goffa e povera, senza illuminazioni.
E racconto storie. Un critico ha definito la mie fantastico umanistico, e lo capisco. Sono un'appassionata di immaginari, miti e leggende dell'uomo di oggi e di ieri, archetipi e demonizzazioni, mondi di credenze arcaiche e scollamenti quotidiani, ma alieni con orecchie verdi e dee delle galassie perdute con me non hanno verbo. Neanche gli elfi.
Che altro? Le liste dei riconoscimenti.
Ho avuto riconoscimenti a livello nazionale e l'apprezzamento di encomiabili persone extranazionali che stimo enormemente ma l’insieme mi è irrilevante: le liste dei meriti nelle biografie sono come quelle per le prossime spese, inutili. Preferisco che il mio merito sia quello di riconoscere, invece. Riuscire a vedere e capire, di ognuno che posso, quel qualcosa di unico e vero che lo contraddistingue. E’ questo quello che tento di fare con la scrittura, nell'idea utopica di riunire sapere e tecnologie come unico modo di dare all'uomo futuro una vita migliore e soprattutto possibile. Una comunità di missionari in Mozambico, che quando posso aiuto, riesce a sopravvivere grazie a quattro capanne e ad un allacciamento telefonico per uno scassato PC. Ma si sentono persone.
Per ultimo rispondo ad una domanda che mi fanno spesso: i miei registi preferiti.
Non ne ho, ho solo autori che sento in sintonia con me e per questo amo più degli altri: Michael Mann, Christopher Munch, Aleksandr Sokurov, Hans-Christian Schmid e James Benning.
E chiunque usi il mezzo della creazione per diffondere verità e bellezza e non menzogna.
HAMLET
Settimana 19/25 febbraio
Martedì 2.10 RAIUNO Cult Book.
Questa settimana il programma si occupa di Céline, scrittore controverso e scomodo, ignorato per anni perché fascista di idee, populista di intendimenti, maleducato di parole, confuso di credi. Insomma un vero artista, senza tante storie. O forse troppe. Da vedere.
Giovedì 23.25 RAITRE Gaia Files “Fossili”.
Il mondo meraviglioso delle scienze naturali attraverso la branca che studia i reperti racchiusi nelle pietre: uccelli, pesci, piante, semi, conchiglie. Un mondo incantato e ghiacciato per sempre scoperto da una macchina del tempo involontaria. E’ l’archeologia prima ancora dell’archeologia. Per me che la frequento un modo di toccare il passato senza rovinarlo.
Venerdì 1.20 RAITRE La Circostanza.
Dentro Fuori Orario il film del 1974 di E.Olmi che ho visto per la prima volta in tv a 13 anni e mi ha cambiato, in qualche maniera. Mi ha dato una visione del cinema differente e soprattutto del modo di trattare i personaggi dei film in modo differente. Certe cose si portano con sé per sempre e gliene sono grata.
Sabato 21.25 RAITRE Superquark Speciale.
Questa settimana Superquark si occupa di una delle figure emblematiche del panorama italiano del ‘900: Enrico Fermi. L’avventura umana e professionale dello scienziato e ricercatore in due ore di documentari e interviste. La nascita della fisica italiana, la storia dei ragazzi di Via Panisperna, il periodo del fascismo e le leggi razziali, la scelta dell’America come nuova patria. Affascinante e incongrua come sono le storie di vite vere, non finte e accomodate come quelle delle fiction. Vale due film medi.
Sabato 3.25 RAITRE Intervista a David Cronenberg.
Il regista canadese in un’intervista documento dentro Fuori Orario. L’ora d’inizio è puramente indicativa.
Sabato 3.10 CANALE5 Hamlet.
Nonostante continui a pensare che il miglior Shakespeare di questi anni al cinema rimane Enrico V, sempre di Branagh, anche questo Amleto è da vedere. Sia nella versione più semplice di poco più di due ore, sia nella versione integrale, oltre quattro ore, è il tentativo di trasporre una tragedia del sedicesimo secolo in una storia moderna. Forse più celebrale di quanto io immagini la messa in scena shakespeariana - vedo popolani stanchi di mercato fermarsi ad un teatro lungo il fiume e per un soldo godersi fatti e misfatti dei potenti in parrucche e costumi sbilenchi mentre si danno di gomito - il nostro gusto oggi lo rende, proprio per la natura aperta e sfumata delle pièces in sé, estremamente malleabile ed adattabile a scenari compositi. E’ senz’altro questa la grandezza di uno scrittore: che le sue creazioni si dimentichino del tempo e vadano per conto proprio, in lungo e in largo nello spazio, all’infinito.
(Per ogni chiarimento vedi qui.)
MURDER BY
NUMBERS
Settimana 12/18 febbraio 2006
Domenica 21.00 RETE4 Formula per un Delitto.
Il film di Barbet Schroeder dopo il controversissimo La Vergine dei Sicari. Una storia di un delitto inspiegabile e alla fine inutile. Non originalissimo nella trama - da The Rope di Hitchcock a Swoon di Kalin - però, per qualche misteriosa maniera, tiene bene fino a pochi minuti dalla fine, dove non ha il coraggio di mantenere i suoi assunti e si risolve nella normalità rassicurante. Da vedere assolutamente.Domenica 0.50 LA7 Another Country
Dalla pièce teatrale dei primi anni '80 di J.Mitchell dove hanno recitato tutti i giovani attori che oggi sono i grandi del panorama inglese - da K. Branagh in poi - la storia del tradimento politico e la scelta dell'esilio in Russia con l'adesione al comunismo di un rampollo dell'alta società.
Ispirato al caso Philby che sconvolse l'Inghilterra e il parlamento negli anni '50, è uno dei film della rinascita del cinema inglese. A distanza forse un po' manierato ma certe verità tengono ancora benissimo. E l'atmosfera è perfetta. Se c'è qualcuno che non l'ha mai visto, lo faccia.Domenica 2.40 RAIUNO La Poliziotta.
Secondo me una delle commedie migliori degli anni '70 ma che pochi conoscono, confondendola con le decine di poliziotte, infermiere e zie procaci e facili che in quegli anni proliferavano.
La storia, interpretata da un'attrice magnifica come Mariangela Melato, della scelta d'una indipendenza e di una coscienza da parte di una ragazza di provincia fino ad allora trattata come ancora si trattano le donne in questo paese: decorative ma di serie B. Certo non mancano le battutacce e i luoghi poi diventati comuni ma è intelligente malgrado loro e quella società, fatti i debiti aggiornamenti, è sempre la nostra. Francamente lo adoro. E poi ci si diverte.Giovedì 10.30 LA7 I Cavalieri e le Armature.
Un documentario in due parti (la seconda è domani) di History Channel sui cavalieri e le loro armi. Naturalmente ha la fattura editoriale del canale che lo ha prodotto, un po' troppo portato, per miei gusti, al bisogno di semplificare per un pubblico che invece non ne ha assolutamente necessità. Però ha anche il merito, come altri canali produttori specializzati di questi anni, BBC in primis, di aver tolto il documentario dal ghetto delle "formiche in riproduzione per 50 minuti in bianco nero perchè c'è uno sciopero". I documentari sono un mondo meraviglioso ma da noi ancora troppo poco considerato.Venerdì 2.45 RETE4 King of New York
E' Abel Ferrara. C'è Christopher Walken. E' del 1989. E del suo periodo "condanna e redenzione". Devo dire altro? No, credo di no.Sabato 15.05 ITALIA1 Tru Calling
Continua la serie interpretata da Eliza Dushku su una ragazza che "vede" il futuro delle persone e rimedia dove può al peggio prima che accada. Lei è la Faith di Buffy/Angel ed una delle non molte attrici TV che secondo me meritano di essere seguite dovunque vadano e qualunque cosa facciano. Solo una stagione e mezzo da vedere.
THE WEIGHT
OF WATER
Settimana 5/12 febbraio 2006
Lunedì 20.15 PRO7 (satellite Astra 12479 V) ROME (prima serie).
La nuova serie della HBO per la prima volta in Europa è trasmessa da una tv tedesca (come accade spesso). Una storia corale ambientata nell’antica Roma, dove c’è tutto quello che ci si potrebbe aspettare: intrighi politici, impero in decadenza, ecc. Merita senz’altro attenzione.
Martedì 2.40 RAIUNO Malevolent.
Denigrati da ogni critico cinematografico perché sono quelli che in gergo si chiamano STRAIGHT TO VIDEO, ovvero fatti solo per il mercato del video - senza passare dalla sala - invece un film che, senza pretendere nulla, è giusto e onesto intrattenimento. Bella fotografia, Lou Diamond Phillips è quello di La Bamba e ci sta benissimo, la storia non sarà originalissima ma meglio di tante altre propinateci come arte. A me piace.
Giovedì 19.20 3SAT (satellite Astra 11953 H) Gala d’inaugurazione della Mostra del Cinema di Berlino. In diretta.
Poi 3Sat segue il festival tutti i giorni con uno special intorno alle 0.30 fino al 19 febbraio.
Venerdì 20.30 RADIOTRE Teatro.
Tutti i venerdì fino al 31 marzo la radio dedica la serata alla nuova drammaturgia italiana. Quello che in qualche maniera dovrebbe fare la tv, invece si ascolta soltanto. E’ già qualcosa, anche se non è abbastanza.
Venerdì 4.05 RAITRE Servizio In Camera (Room Service).
Il film del 1938 dei Fratelli Marx, come al solito intelligentemente isterici. L’orario di trasmissione va preso con le pinze considerando che sta dentro Fuori Orario.
Sabato 0.35 RAIUNO In The Bedroom.
Film del 2001 di Tom Field su una famiglia della tranquilla provincia americana sconvolta da una tragedia. Prova degli attori al limite del possibile e da vedere.
Sabato 2.40 RAIUNO Il mistero dell’acqua.
Continua la qualità altissima di questa notte di Raiuno con un film di Kathryn Bigelow. Per chi non la conosce è la regista di Strange Days. Una storia raccontata in due linee parallele che si intersecano e si complicano a vicenda. Una storia che strappa il cuore, l’acqua che invade ogni cosa, misteriosa e silente. Da vedere con attenzione e ancora attenzione. Bellissimo.
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