Chi sono

Uno sguardo trasversale ed indipendente sul mondo dei media: cinema ma anche TV, arte, società e molta letteratura
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Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali
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Una mia biografia più estesa
La mia email
Il progetto
LIBRO COLLETTIVO
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FACCIAMO UN LIBRO INSIEME
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LIBRO COLLETTIVO NO. 1
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L’ITALIA INVISIBILE
ovvero la voce di chi non va in televisione
Dunque, ho un progetto cui sto pensando da un po' di tempo e credo sia arrivato il momento di condividerlo. E soprattutto farlo partire. Ma per farlo partire ho bisogno della collaborazione di più persone possibili.
Mi spiego.
Ci sono tre cose che ultimamente hanno occupato i miei pensieri. La prima è che più parlo e vagabondo in internet, faccia a faccia, lettere, telefonate e bisbigli notturni, e poi mi fermo davanti a tv e giornali, libri, saggi, conferenze e addetti ai lavori, più mi rendo conto, seriamente, che esiste un'immagine di questo paese, veicolata dai media, che non ha niente a che vedere con come questo paese è davvero, come noi, persone che lo abitiamo, siamo davvero.Nel bene e nel male, ovvio: nessun paesaggio da casa felice nel tramonto dorato. Ma neanche alcuna sottrazione: lo conosco, questo paese, ed è meglio di come passa. C’è una scollatura abissale tra sono e appaio, tra realtà e credenza, con una dose larga di guazzabuglio di menzogne spalmategli sopra.
Non mi ritrovo in questa sua rappresentazione, perché credo che ai mezzi di rumorosa - ma alla fine poca - comunicazione abbia accesso solo un certo prototipo di persone, e concetti, che taglia fuori il resto. Un'omologazione che si nasconde sotto l'aspetto della differenza, sempre lodata ma mai praticata davvero. E mi sono francamente stancata. Ho scoperto che ho bisogno di verità più di quanto ho bisogno di cibo. Credo che ne abbiamo bisogno tutti, pena la nostra scomparsa peculiare senza riscatto.
La seconda cosa invece mi fa più male, entra un po’ più nel profondo (e non escludo sia legata alla prima). Succede quando penso al sentimento di solitudine che ci accompagna tutti. Una solitudine terribile, che vedo e tocco con mano troppo spesso. Che ne siamo coscienti o no, è uno dei sentimenti che ci sta a fianco quotidianamente. Sempre presente, basta un gesto o un passo, una frase. Non voglio indagare sulle cause, ognuno di noi le sa. Ma penso alle conseguenze e non possiamo permettercele. Non voglio permettermele, hanno un prezzo troppo alto.
La terza è che in un paese dove gli scrittori aspirano ad alti luoghi di poche persone privilegiate, io invece aspiro a far diventare tutti scrittori. Se fosse possibile 55 milioni + gli immigrati, regolari e no.
Allora ho pensato: come unisco le tre cose? Semplice, faccio un libro. Niente di nuovo come idea, ho in mente i precedenti illustri di Piovene o Soldati, ma a livello di partecipazione invece lo è.
Perché voglio più persone possibili. Si dice che la scrittura sia un’attività solitaria? Appunto, aggiriamo il concetto, che sfoci in un progetto a tante voci.
Forse perché tante voci sono bellissime da ascoltare.
Ascoltare, e per una volta non parlare. Ma scrivere.

Non mi interessano disquisizioni mediche o psicologiche. Affrontiamola invece in modo letterario: la voce di ognuno su che cosa è per lui la solitudine, cosa gli fa venire in mente, come la vede, come la conosce, come la vive, insomma il suo rapporto esclusivo con questa presenza, bella o brutta che sia. Che lo scriva e me lo mandi.Che la partecipazione sia il più ampia possibile: nonni di 85 anni che mai hanno scritto un rigo oltre la firma sul libretto della pensione e gente che scrive normalmente sui blogs, mamme casalinghe o attrici, scrittori e pompieri, bambini di 10 anni e colf.
Tenete questa pagina e diffondetela, mi darete una mano. Qui c'è una versione scaricabile.
Datela ai figli, alle mogli e ai fidanzati, fateli scrivere e scrivete voi stessi, e poi mandate il tutto alla mia e-mail. Non vi preoccupate eccessivamente della forma: non è questo il primo requisito. Quello che invece conta è che sia davvero ciò che si ha dentro, si sente dentro al cuore, e spesso non esce fuori. Proviamo a farlo uscire: solo così riusciremo a dare uno sguardo all’Italia solitaria agli albori di questo secondo millennio. Ed avrà valore di testimonianza. Prima di tutto per noi stessi, e poi per gli altri.
La raccolta dei pezzi si chiude definitivamente al 31 dicembre 2008. Presumo il libro sarà pronto nella primavera/estate 2009.
Che siano tre righe o tre pagine non importa. Ogni partecipazione sarà preceduta dal nome di riconoscimento dell'autore. Non necessariamente quello vero: su questo punto sono precisa. Credo che per non mentire né a sé stessi né agli altri certe volte c'è bisogno di segretezza. Neanch’io voglio sapere l'autore, se preferisce rimanere nell'anonimato. Lo saprà solo lui nel vedersi pubblicato.
E siccome so che per alcuni non è la parola scritta ma l’immagine lo strumento più consono d’espressione, accetto anche partecipazioni grafiche, come disegni e foto, invece di testi. Tanto il mezzo, alla fine, non importa: è sempre parola quello che si cerca di trasmettere.
Il libro finito avrà due forme: quella digitale di ebook in pdf, che comprenderà tutte le partecipazioni che avrò raccolto e sarà liberamente scaricabile da internet (Creative Commons-some rights reserved by-nc-nd/2.5) e più tardi se possibile una cartacea, con una scelta tra quelle più significative. Anche questa scelta sarà collettiva, con una votazione aperta a tutti.
Allora, lo facciamo nascere questo libro?
Qui le notizie sugli sviluppi dell’intero progetto. Per inviare le proprie cose o parlare con me per ogni ulteriore chiarimento/informazione la email è a lato.
Più voci ci saranno a farsi sentire, più sarà una sfida al silenzio organizzato.
E più libertà per noi e per i libri.