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Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali
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Voglio dare a tutti quelli che mi conoscono e mi leggono passando da queste parti i miei auguri davvero sentiti per queste feste che si avvicinano.
Non sono di circostanza. L'augurio che si fa agli altri è l’augurio che si fa soprattutto a se stessi, di essere parte per una volta di qualcosa di più grande, più largo della percezione del solo personale. E' allargare lo spazio per fare spazio.
Non m’importa molto di regali e cenoni, non m’importa di vestiti o viaggi da sogno alle Maldive. La tradizione festeggia la nascita della speranza e della possibilità per tutti, possibilità in cui io credo, dignità di essere considerati persone, esseri finiti con il diritto a vivere ed esistere, nonostante tutto. Per questo voglio pubblicare qui alcuni stralci di una lettera che ho ricevuto ieri dal Mozambico. Lì vive una persona che conosco che lotta contro l'impossibile per rendere il mondo possibile, più vivibile, fuori dalle chiacchiere e usando l’azione, la sola cosa in cui io vedo il futuro costruito.
E' uno spaccato di vita differente, terribile e ilare al tempo stesso ed è il mio minuscolo modo per dire grazie a lui.
.....qui, il clima nella Missione è di festa nonostante la realtà che ci circonda. Non è facile per me narrare alla gente la nascita di Gesù come il Vangelo lo descrive: “ ….nella grotta, Gesù nasce povero, con il freddo, le pecore, ecc. ecc”. Nella zona dove risiedo, in questo periodo, la temperatura è sempre sui 40 gc. I poveri che lottano per la sopravivenza sono la maggior parte della gente, mentre i ricchi strapieni e meschini rimangono un piccolo gruppo che si tornano sempre più ricchi e prepotenti a scapito dei poveracci. I bambini che nascono nelle capanne, privati dei diritti fondamentali sono la totalità. Il Natale ci fa sentire pure a noi tutti più buoni. Noto nei miei cristiani, nei miei prediletti bambini poveri una straordinaria generosità e solidarietà con i più deboli e indifesi. Tutti vogliono fare sentire che il Natale è ogni attimo che si aiuta e si ama il prossimo. Il nostro Natale sarà un Natale povero con i poveri ma ricco in esperienza di fede e di solidarietà.
La Liturgia del Natale sarà preceduta con il rito del Sacramento delle confessioni che inizierà alle ore 16. La Liturgia della Vigilia del Natale avrà inizio alle ore 21 e si prolungherà fino all’alba. Sarà una Liturgia inculturalizzata. All’alba avremo un piccolo gruppo di bambini che riceveranno il battesimo nel fiume. La partecipazione sarà massiccia. Sarà la festa dei bambini e della famiglia. Mentre i catechisti stanno rivedendo alcune parti della Liturgia, i bambini e i giovani preparano le danze e i canti per la celebrazione con gli abbigliamenti locali: vestiti con foglie e erbe e nelle braccia e nei piedi portano piccole noci con sabbia finissima e sassolini che emettono suoni celestiali con i movimenti delle danze. Un centinaio di giovani sta provvedendo il necessario per il convivio fraterno: pranzo e danze. Grazie all’aiuto di vari amici che mi seguono e mi sostengono con la loro solidarietà mi è possibile provvedere il pranzo natalizio: cibo per tutti i bambini, qualche caramella, una ciotola te di foglie di limone con lo zucchero o sale. Un po’ di debito l’ho dovuto fare ma mi affido alla Provvidenza. Per le festività ho acquistato anche molto sapone e altre cose di prima necessità per i più necessitati, soprattutto per i bambini. In tutta Missione, il clima che abitualmente qui si vive è di fraternità, di famiglia e solidarietà: in questi giorni è veramente straordinario. Pur facendo causa comune con la mia gente, mi sento veramente un cristiano, un missionario necessitato a imparare ad amare: “I bambini, i poveri sono i miei maestri nell’amore, sono i miei catechisti con la loro vita e con le loro opere di solidarietà”. Grazie anche a voi per il bene che mi fate. Pregate e aiutatemi ad amare sempre più i miei poveri, la povera gente che il Signore mi ha inviato per essere il loro Fratello maggiore, il loro papà e la loro mamma. Loro sono il mio maggior bene perché mi aiutano a vedere e servire il Dio di Gesù Bambino.
Il Natale lo celebrerò qui in Sede mentre le altre festività le celebrerò nella Comunità e zona di Banfica, una zona povera e moltissimo popolata. Per tutti noi sarà il Natale dei poveri, il Natale della fraternità, il Natale che accoglieremo la venuta del Salvatore con allegria e con l’esercizio della solidarietà. Sarà la festa dei bambini e della famiglia.....
Buone Feste a tutti.

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