![]()
Uno sguardo trasversale e indipendente sul mondo dei media: letteratura e libri, cinema, TV, arte, spettacolo e musica.
LANDSCAPES
Deadmedia Project
il blog di Ale
Japanesestreets
Lost Highway
Pigrecoemme.com
Rottentomatoes.com
arte
attualità
cinema
cultura
diritti digitali
divertimento
in settimana
info
laboratori
letteratura
lettura
libri
media
musica
news
poesia
politica
pubblicazione
riflessioni
scienza
scrittura
serie tv
società
storia
televisione
x factor
x factor 3
visitato *loading* volte
|
Chiara Micheli on Facebook
|
![]() |
Poll: X FACTOR CHI DEVE VINCERE? Cliccare sul nome per votarlo.
|
* Cliccare sul nome per votare-Paola è Nuova Entrata 1 |
Un paio di mesi fa stavo in auto sotto il sole del primo pomeriggio già parecchio caldo e avevo un cd dentro il lettore, un vecchio cd allegato di una rivista inglese che si chiama UNCUT e spesso compro. Sono antologie intelligenti, brani inusuali, fremiti e piccoli scossoni, basi di techno e covers, pezzi sparsi, gradevoli, stupefacenti talvolta, comunque sempre una sorpresa nel loro scoprirsi. Poi il cd finisce, il sole no, il traffico aumenta e la stazione radio che spunta sotto mi butta nelle orecchie una canzone. Non ascolto quasi mai le radio, mi annoiano a morte quei tappeti a tinte uniche di musiche intercambiabili, per di più inframmezzate dalle pubblicità modernissime per i giovani d'oggi.
Ma ora ascolto. Incredibilmente mi trovo a seguire il testo di una canzone in italiano. Ma... da quant'è che non succedeva? Dico per la miseria e aspetto la fine, dimmi il nome, ma chi è, dimmi il nome avanti avanti! Parte il pezzo successivo del tappeto di cui sopra e buonanotte, il nome è perso per sempre. Ma non le parole e l'autore la sera stessa viene fuori.
Ma allora quando si vuole promuovere un testo decente ci si riesce ancora. Quando si arriva a costruire una canzone non mordi e fuggi, tanto chi se ne frega, basta venda, ma qualcosa di vero per te autore che poi diventa patrimonio condiviso con l'ascoltatore, allora si fa ancora, in barba alle previsioni di mercato e casa discografica.
Ora, non so quanto SOLO UN UOMO di NICCOLO' FABI venda, credo il giusto tendente al basso e va benissimo, ma lui regala un pezzo da conservare anche per poi, da portare con sé, insomma qualcosa che resta e lo accomuna alla migliore letteratura.
Per questo, ho già cominciato a farlo col pezzo di Battisti durante Xfactor, metto il testo qui. Perché vale solo per le parole, anche se poi la musica lo veicola a dovere per ancorarlo a questi nostri anni.
E anche perché mi ha stranamente commosso. Mi ha ricordato per assonanze e quasi titolo un autore dei primi anni '90 da tempo rientrato alla vita normale che io amo molto ma non citerò qui, per rispetto al suo scomparire, e che mi piacerebbe tornasse.
Com'è bella la musica quando è davvero musica, fuori dalla banalità trita.
Ieri in un tg qualunque la giornalista si stupiva sonoramente del successo di quasi trent'anni dei Depeche Mode, in questi giorni in concerti superaffollati in Italia. E mi sono accorta che davvero non riusciva proprio a capirlo, neanche guardandoli e sentendoli. E allora che ci stava a fare lì a parlarne, specchio senza riflesso di molti addetti... a che? irrimediabilmente scollati dalla sostanza delle cose perché persi nelle forme indefinite delle apparenze del pressappochismo, niente di più lontano dal mondo di chi segue la musica per davvero, di qualunque genere sia. La musica vera è cultura profonda, cultura dell'uomo, esigenza, fondamento, compagna e punto focale proiettato in avanti, ma lo scordiamo troppo spesso.
In questi giorni ce n'è tanta a Parma, al Festival della Poesia, altra forma d'arte altissima, viscerale e bistrattata, perché non commerciabile secondo i canoni soliti. A domandarsi perché ogni cosa per valere deve essere commerciabile in termini quantitativi. Perché molti di noi siamo in movimento per altri versi.
Ecco allora anche il video di Fabi girato in una splendida da sempre Trieste.
SOLO UN UOMO
E' solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005