______ Il blog di Chiara Micheli ______

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martedì, 06 ottobre 2009
un capolavoro della letteratura mondiale

Parlo di letteratura con una recensione che non posso fare a meno di riportare qui, l'ho letta stasera e mi ha colpito profondamente. Consiglio di cliccare  sul link sotto per farsi una doverosa cultura sulla Litterae Truzzonis perché ce n'è ancora troppa poca diffusa ma se ci impegnamo tutti possiamo cambiare la situazione   


“Tre metri sopra il cielo, oltre a presentare un'intrigante e insolita trama, tanto avvolgente quanto ricca di colpi di scena, è simbolo ed espressione mondiale della massima genialità che uno scrittore potrà mai avere nell'eternità. ”

- Nessuno su Tre metri sopra il cielo  di Federico Moccia

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Letteratura_Truzza
 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 23:42 | link |
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argomenti del post: letteratura

martedì, 15 settembre 2009
UN FESTIVAL DI LIBRI E SCRITTORI ALTERNATIVI

E' una delle manifestazioni letterarie più informali e piacevoli alle quali abbia mai partecipato.

Sarà il posto toscano bello, sarà la gente che l'organizza con la quale mi sono trovata benissimo fin da subito, sarà la gente che ci si incontra e che riserva soprese e possibilità infinite, insomma chi la prossima domenica ha voglia di una giornata di libri che istiga alla libertà e alla creatività venga in Valdarno, a Bucine, in provincia di Arezzo e si diverta.
  


Ma anche supporti come può questo tipo di iniziative: diventate fan sulla sua page di facebook e fate sentire che ci siete. La letteratura ha bisogna di linfa nuova e di idee nuove. Lì ne gireranno parecchie.

http://www.facebook.com/pages/Piccola-Fiera-Degli-Scrittori-Anonimi/133580403289



-- LA PICCOLA FIERA DEGLI SCRITTORI ANONIMI di Bucine --


Un'iniziativa per promuovere la piccola e media editoria e un'opportunità per gli scrittori di far conoscere i loro testi.

Come dare voce e visibilità a quella marea di scrittori fuori dai grandi circuiti editoriali? E a quelli che vogliono pubblicare i propri libri in modi alternativi, che tengano conto dei nuove possibilità di diffusione della cultura e delle regole che governeranno nei prossimi anni i diritti e il copyright? E’ per questo che è nata la Piccola Fiera degli Scrittori Anonimi, che si terrà a Bucine il 20 settembre 2009: una giornata aperta a tutti per presentare e vendere libri, confrontare esperienze, parlare di cosa è scrivere e leggere nell'era digitale, costruire una rete di conoscenze.

La partecipazione è gratuita.

 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 11:46 | link |
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argomenti del post: libri, letteratura

giovedì, 13 agosto 2009
LA POESIA IN AGOSTO

Agosto è quasi a metà, in mezzo ci sono io in vacanza nelle colline toscane. Vacanza innecessaria perché la abito, una collina toscana, ventosa e col sole a picco che oggi spacca le pietre e i pavimenti di pietra, con l'erba di campo che malamente ci spunta sotto e ora è secca, sfilacciata.
Mentre i pochi piccioni coraggiosi appollaiati sulle tettoie e le grondaie calcolano le distanze tra cielo e piazza, tra noi che restiamo qui e gli altri appollaiati su pattini e salvagenti, la metà d'italiani che adesso è in vacanza, loro sì per davvero.

 

Per l'altra metà come me che rimane c'è da lamentarsi per il caldo, sperare che pioviggini, spiaccicare le zanzare tigre che hanno messo casa anche dentro le foglie dei fichi settembrini e guardare le nuvole grosse aspettando stasera l'ultima caduta dalle Pleiadi: esprimeremo desideri a grappoli, tanto non costano niente e ci divertono molto sotto la volta immensa nero e cobalto.
Io intanto traduco Tennyson, un eminentissimo signore vittoriano che centocinquant’anni fa piangeva la morte di un amico caro, morto proprio qui in Italia, creando una delle elegie più belle di tutta la letteratura, quell’ IN MEMORIAM che spulciando tra gli scaffali di librerie onshelf e online qualche tempo fa non riuscivo a trovare. Per forza, l'ultima traduzione italiana risale al 1975!

Ora, io non dico che leggere Tennyson sia l'alternativa ad una serata in pizzeria, ma anche la pizza ha bisogno di Tennyson. E noi più della pizza. Potremmo spolverarlo sopra alla capricciosa, acquisterà senz'altro più sapore, di certo apprezzeremmo di più chi con fatica crea una pasta soffice e morbida, che non resta sullo stomaco appena cotta, o il sugo profumato dei pomodori di una bella margherita, con il basilico messo ad arte. Si, perché Tennyson serve per mangiare bene la pizza, come tutte le cose belle create da gente ispirata servono a fare più bella la vita, anche se sono tristi, l'allegria non è un requisito della bellezza, anzi spesso proprio non lo è.
Quindi io in un pomeriggio bellissimo di agosto tra cicale canterine e farfalle danzanti traduco Tennyson e piango dove lui piange e trattengo il fiato quasi a cercare con lui di trattenere il dolore. Lui dice distrutto rivolgendosi a Dio, siamo nel 1849:

Non abbiamo che la fede, noi non sappiamo
La conoscenza è solo per quello che vediamo
Eppure confidiamo che da Te provenga
Un raggio nelle tenebre che lasciamo che cresca.

Che la conoscenza cresca a dismisura
Ma ancora più la reverenza in Te
Che la mente e l'anima in accordo stretto
Creino come sempre un'unica nota

Ma più vasta. Noi stupidi e leggeri
Ti deridiamo quando non abbiamo paura
Ma aiuta questi stupidi a sopportare
Aiuta i Tuoi stolti a portare la Tua luce

Perdona quello che è il mio peccato
E il mio valore che ho avuto all'origine
Perché il merito passa da uomo a uomo
E non da uomo a Te, Dio mio.

Perdona il mio dolore per colui che è andato
La Tua creatura che trovavo così bella
So che vive in Te e per questo
La trovo ancora più degna del mio amore.

Traducevo questo mentre in tv qualcuno chiacchierava di ore di religione cattolica nella scuola italiana come limite alla libertà personale di libero culto.
E pensavo: devo essere cattolico o cristiano per apprezzare Tennyson? Se non credo in Dio posso credere a quello che dice? E se sono di fede valdese, o musulmana, mi scandalizzo?
E come Tennyson mi sono piegata, avrei voluto piangere, perché se non si capisce la differenza tra cultura e scelta personale come pare chi ha deciso per il ricorso al Tar, e Tar compreso, allora anch'io avrei fatto meglio a fumarmi una sigaretta invece di starmi a sentire due ore pallose di Manzoni e oggi sarei rispettata nella mia libertà personale e molto più ignorante.
Non è un caso che si navighi in acque cafone parecchio, quando si scambia la cultura di un paese con il mio credo personale, con il risultato finale di guardarsi tronfi e satolli allo specchio: lo specchio si scoccerà alla svelta di rifletterti.

Ma di più sorprende che sia proprio chi ha in mano il potere di decidere per tutti possa sotto l'illusione del progresso scambiare una finta libertà per quella vera, che non è la rinuncia a qualcosa, ma il suo esatto contrario, la conoscenza completa e profonda che porterà poi alla tua, di scelta, allora sì liberamente fatta.
Dirò di più, tiriamo per favore fuori un po’ di coraggio delle nostre azioni e che la religione cattolica torni obbligatoria nelle scuole come vera materia, è da lì che noi veniamo, volenti o no, recalcitranti o no, quello è il nostro passato, uno dei pochi che riunisce questo paese oggi ideologicamente sbrindellato, e da lì che veniamo e da lì che possiamo ripartire, anche se poi ci diciamo atei, va bene, non è questo il punto. Le grandi opere del pensiero nascono solo da una grande tensione morale, altrimenti sono sciacquatura di niente.

Tennyson scriveva la sua elegia in un momento cruciale, stavano arrivando le prime avvisaglie delle nuove teorie sull'evoluzione, quelle teorie che avrebbero sconvolto non solo la scienza, ma la coscienza di tutto il mondo e delle quali ancora discutiamo: sono vere? sono attuali? servono? A distanza di centocinquant’anni ancora ne stiamo a parlare, consideriamo cosa voleva dire per uno scrittore sensibile e colto trovarcisi in mezzo, sentire che, in quella nuova visione del progresso, tu fossi una scimmia o un uomo non contava, e che tutto nasceva e finiva, senza senso, casuale.  Come giustificare il dolore atroce che provava? Come consolarsi? Lui scrive:

Casa buia, davanti cui una volta ancora mi trovo
Qui in questa lunga via sgradevole
Porte, dove il mio cuore soleva battere
Rapido, in attesa di una mano

Una mano che non potrò più afferrare?
Guardami, che non posso dormire
E come una cosa colpevole striscio
Nelle prime ore del mattino a questa porta

Lui non è qui, ora è lontano
Il rumore della vita ricomincia di nuovo
E spettrale attraverso la pioggerella battente
Nella strada vuota irrompe il giorno vuoto.

La questione è che ci riempiremmo forse di aggeggi tecnologici e vacanze intelligenti, ma poi ci facciamo sempre più mancare quel pane quotidiano che è la base di ogni pasto, e ne sentiamo la mancanza, anche se non sappiamo bene come. E' questo, è il sapere per fede che oltre la materia c'è lo spirito, oltre il visibile l'invisibile, oltre l'adesso l'infinito. E una cultura se rinuncia a questo rinuncia alla sua essenza, alla sua storia, non è cultura, è una parvenza di cultura, una metà alla ricerca dell'altra, una illusione che non serve a nessuno, forse solo a qualche venditore di cianfrusaglie.

Wittgenstein alla fine del suo trattato parlava di scale da buttare dopo averle salite. Ecco, la cultura sta tutta lì, nell’orgoglio e l'umiltà di accettarla per come è. Una cultura non è mai pluralista, è e basta, sei tu che le fai plurali nella scelta, e chiunque sostenga il contrario in nome di una qualche libertà è invece portatore della schiavitù dell'ignoranza, non lasciamoci mai incantare.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 20:10 | link |
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argomenti del post: politica, letteratura

martedì, 30 giugno 2009
Un mio nuovo racconto nelle librerie con la rivista letteraria PROSPEKTIVA

prospektiva47

Nella rivista letteraria PROSPEKTIVA no.47 in vendita da questa settimana in tutte le Feltrinelli italiane un mio racconto intitolato UNA NUOVA VITA.

Questo monografico è dedicato alla parola VERTIGINE in tutte le sue forme ed offre molteplici sfaccettature all'argomento.

Se la Feltrinelli l'ha finita basta dirlo e la riordinano, se non l'hanno ancora avuta si presteranno ad averla.

Rivista molto letteraria, molto posh, rigorosetta,  interessante, un bell'esempio di scrittura seria tra tanta offerta.  Il mio racconto affronta l'argomento in maniera abbastanza anomala, ma questo chi mi conosce lo sa, non è una sorpresa.

Anomalo certo, ma dal mio punto di vista molto attuale.  Spero sarà di gradimento a chi lo leggerà.


Sosteniamo le riviste.  Sono una fonte decisiva di gente in gamba e tentativi di dire qualcosa di nuovo e con passione in un panorama altamente asfittico.


Qui in pdf un assaggio del numero:

 ANTEPRIMA PROSPEKTIVA no. 47   > tasto destro, salva oggetto con nome

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 11:29 | link |
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lunedì, 02 marzo 2009
LABORATORIO DI LETTURA CREATIVA - quarto appuntamento

Quarto appuntamento per il laboratorio di lettura creativa presso la biblioteca di Bucine (AR) per venerdì 6 alle ore 21 dove affronteremo il libro di Truman Capote A SANGUE FREDDO.
Serata dedicata alla cronaca letteraria, un genere abbastanza indefinito in teoria ma che diventa estremamente chiaro quando si realizza nella pratica della scrittura.

Cosa differenzia la cronaca dei giornali da quella letteraria, chi l'ha frequentata con magnifici risultati, perché oggi la si scambia con altri generi multiformi e di moda, che senso ha la sua lettura e soprattutto il problema centrale e non indifferente che solleva, l'onestà della scrittura, questione ignorata dalla critica letteraria attuale: ecco i temi forti ed entusiasmanti che affronteremo, naturalmente come d'uso in modo rigorosamente anti accademico-tradizionale e partecipativo.


Info qui o in biblio.


Pubblicato nel 1966, "A sangue freddo" suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L'autore venne accusato, tra l'altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare "oggettivamente" un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all'assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica. (ibs.it)

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 17:19 | link |
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mercoledì, 04 febbraio 2009
LABORATORIO DI LETTURA CREATIVA - terzo appuntamento

Terzo appuntamento per il laboratorio di lettura creativa presso la biblioteca di Bucine (AR) per venerdì 6 alle ore 21 dove affronteremo il libro di Ellroy L.A. Confidential.
Serata dedicata al noir, al thriller, al mistero, alla violenza con un libro che reputo ben oltre un genere definito. In fondo quasi tutte le più grandi storie del mondo sono fatte di questo, la nostra memoria affonda in tragedie greche e in orrori rinascimentali, per non parlare della cronaca quotidiana.

Ma che cos'è che eleva un semplice meccanismo come questo a opera letteraria? Cos'è che toglie la quadrilogia dedicata a Los Angeles di Ellroy, oltretutto recentissima, dagli ennesimi gialli negli scaffali strapieni di qualunque libreria, e li mette tra i capisaldi per gli anni a venire? Che alla fine della lettura lascia con lo stomaco e la mente tra l'esterrefatto e il meraviglioso, invece di dimenticarcene subito? Cosa si può imparare da questa scrittura? E' quello che discuteremo.

Info al solito: qui o alla biblio.

Ed Exley, Bud White, Jack Vincennes. Tre poliziotti che si servono della legge per motivi molto personali. Ma in una città come Los Angeles la polizia ha bisogno dell'ambizione smodata di Exley, dei rancori di White e dei rimorsi di Vincennes, ha bisogno di uomini capaci di uccidere e di mentire, di rispondere alla violenza con la violenza. Una detective-story difficile da sbrogliare, dove solo i duri riescono a sopravvivere. James Ellroy racconta in presa diretta con il linguaggio crudo dei bassifondi, con la raggelante chiarezza della verità. Uno scontro durissimo tra il lettore e la città più spietata d'America. (bol.it)
 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 11:22 | link |
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lunedì, 01 dicembre 2008
LABORATORIO DI LETTURA CREATIVA

Dunque partiamo con questo laboratorio abbastanza nuovo per il Valdarno fatto dentro una biblioteca. Prima volta e ci sentiamo tutti un po' alieni ma ci proviamo, con semplicità e molta voglia. Nuovo non perchè non è stato mai fatto, ci mancherebbe, conosco decine di bravissimi insegnanti che ci lasciano l'anima, ma per il pubblico cui è rivolto, gente curiosa fuori da un discorso di puro apprendimento scolastico. Anche perché i libri che affronteremo, a parte Pavese, sono abbastanza nuovi e controcorrente per essere già dentro le antologie scolastiche.

Ecco il programma:

                          SEI AUTORI PER SEI GENERI
                                               dicembre 2008 
VISIONI DI MONDI DI DOMANI 
 LA FANTASCIENZA
 William Gibson
 con
                        La notte che bruciammo Chrome
 
gennaio 2009
VISIONI DI ALTRI MONDI 
 IL FANTASTICO
 Jonathan Carroll
 con
                                 Il paese delle pazze risate
 
                                                febbraio 2009
VISIONI DI MONDI IN GIALLO
 IL NOIR
 James Ellroy
 con
                                           L.A. Confidential
 
                                                   marzo 2009
 VISIONI DI MONDI IN NERO 
 LA CRONACA LETTERARIA
 Truman Capote
 con
 A sangue freddo
 
                                                  aprile 2009
VISIONI DI QUESTO MONDO 
 LA SCRITTURA CIVILE
 Cesare Pavese
   con
    La casa in collina
 
                                                  maggio 2009
    NUOVI OGGETTI NARRATIVI
                                       LA FICTION - CRONACA e R.P.F
                                             New Italian Epic
                                                           e
                              Roberto Saviano – Gomorra
  

Affrontiamo 6 generi letterari una volta al mese (credo sarà il primo venerdì di ogni mese, decidiamo la prima sera, chi si aggregherà dopo chieda e gli sarà comunicato) con un autore e con un'altra cosa fondamentale: l'amore per la scrittura e i libri che la contengono. Senza altre necessità di preparazione o cultura particolari, ma solo voglia di stare tutti insieme e condividere lettura e discussioni anche accese, per uno  scambio allegro e proficuo tra chi partecipa, e perché quando sarà finita l'esperienza resti per ciascuno come dono che se avrà voglia potrà passare ad altri.

Dunque per chi vuole essere dei nostri, cominciamo il 5 dicembre alle 21 presso la biblio di Bucine (AR).
info 
alcyone7676@yahoo.it   o presso la biblio allo 055/9911363 mar/giov pomeriggio o mer/ven/sab mattina.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 17:08 | link |
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giovedì, 20 novembre 2008
QUANDO I POETI SI INCONTRANO: WILFRED OWEN E SIEGFRIED SASSOON

Ho voglia di parlare di poesia e allora torno su Wilfred Owen. Ne approfitto per rispondere ad un lettore che me lo chiede e a chiunque abbia voglia di ascoltare una storia bella, bella in modo normale.

Non l'avevo come proposito quando ho iniziato a tradurlo sotto le occhiate sconcertate di chi mi diceva, e dice tuttora - è una delle espressioni più gentili - a chi può interessare un poeta inglese morto?, che sarei stata la voce che l'avrebbe sparso spicciola da queste parti. Non l'avevo messo in conto e non ci pensavo. Che la vita leghi le persone per strani accadimenti è uno dei miracoli stupefacenti che mi prende sempre quando meno me lo aspetto.

Cominciamo, allora, come cominciano tutte le storie.
Due persone a distanza di novant'anni precisi proprio in questi giorni s'incontrano e una di queste viene a sapere che l'altra aveva fatto un altro incontro in tempi difficili, e che da quell'incontro era nata una delle pagine più belle scritte di letteratura. Appunto, gli incontri.

Le persone di novant'anni prima sono due soldati. Ci si potrebbe domandare: c'è niente di più lontano dalla poesia? Rispondo io: tutto il resto.

Wilfred Owen conosce Siegfried Sassoon un mese dopo il suo ricovero per PTSD al Craiglockhart War Hospital vicino Edinburgo in Scozia nel giugno del 1917. Owen ha 24 anni ed è reduce dal fronte, due giorni bloccato in un buco di mina con i resti spappolati di altri soldati attorno a lui. E' un ragazzo sveglio ma con la testa piena di libri e di Keats, con una famiglia alle spalle piccolo borghese molto religiosa. Fino alla guerra ha fatto l'insegnante privato e anche il potenziale uomo di chiesa ma la sua missione, ormai lo ha capito, è la scrittura.

Owen sa chi è uno dei ricoverati arrivati a luglio e ci pensa, Siegfried Sassoon è poeta e aristocratico, e tentenna. Lo avvicina, gli fa leggere con tremore alcune sue cose scritte, poi aspetta la risposta. Sassoon fa il magnanimo, Owen allora insiste, Sassoon gli dà dei consigli, Owen li prende a piene mani e dimostra il suo valore. Sassoon lo guarda distratto poi vuoi la gentilezza innata di Owen e il suo garbo, vuoi la noia del posto e la solitudine, in qualche maniera si lascia avvicinare. Sassoon è stupito, neanche lui l'aveva messo in conto ma comincia lo scambio intellettuale e personale che dà il via ad un rapporto tra due poeti che feconderà molto idee e parecchi libri di testo.
Sui manoscritti delle poesie ci sono le correzioni di Sassoon ancora visibili.

                CLICCA PER INGRANDIRE 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 15:14 | link |
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venerdì, 27 giugno 2008
CARMINA N.6 RIVISTA LETTERARIA E WILFRED OWEN

             Wilfred Owen

 

Mi scuso con tutti quelli che me ne hanno ripetutamente chiesto notizia, ma gli impegni, da un po' di mesi, mi tirano ai nove lati del mondo e non mi lasciano il tempo che vorrei in questo blog. Ma ora eccomi qui.
La rivista contiene un'intervista fattami a proposito della mia traduzione di Wilfred Owen. Lo ridico per chi ancora non lo sa, Owen è un grande, splendido poeta inglese morto nella prima guerra mondiale, praticamente sconosciuto in Italia - e la dice lunga sulla nostre ignoranze letterarie. Poeta di guerra, poeta di pace. Ma la cosa più importante è che su Carmina sono pubblicate alcune sue poesie tradotte. Considerando che non esistono altre versioni in italiano disponibili, credo sia un bel regalo.
(Da tenere presente che le traduzioni sono sotto copyright, quindi please, nessun uso improprio.)


La rivista è scaricabile nel formato pdf.  E chi poi ha voglia di parlare di Owen con me,  commenti pure. Gli interventi sono abilitati anche per chi non ha un blog e sono liberi.


--> È disponibile sul sito http://www.historicaweb.com e sul relativo blog il numero 6 di Carmina, il supplemento telematico di poesia delle Edizioni Il Foglio curato da Fabrizio Manini.

Su questa edizione troverete due critiche letterarie di Alberto Accorsi che ci parla di Baudelaire e Rimbaud da un punto di vista inedito in letteratura, una critica su Wilfred Owen di Chiara Micheli, una critica di Gianpaolo Grattarola su Bruno Tolentino, due critiche di Fabrizio Manini su Lorca e Poe, una critica di Gordiano Lupi su Osvaldo Navarro, un invito alla lettura di Cesare Ruffato a cura di Roberto Nassi.

Ci saranno due recensioni di Gianfranco Franchi a Herbarium Mysticum di Vlada Aquavita e a Dare voce al silenzio di Patrizia Garofalo, una recensione di Luciano Recchiuti a Silloge di Cristina Bove, tre recensioni di Renzo Montagnoli a Cosa cerchi di Francesco Carraro, a L’azzurro del mare di Roberto Morpurgo e a Testamento breve di Pasquale Mesolella, tredici recensioni di Enrico Pietrangeli ai libri di Claudio Comandini, Sandro Montalto, Gianfranco Franchi, Emanuele Bevilacqua, Flavio Ermini, Elio Bartolini, Enrico Campofreda/Marina Monego, Guglielmo Natalini, Donato Zoppo, Cinzia Tani, Roberto Casalena, Alfio Petrini, William Navarrete.

Naturalmente non può mancare l’antologia dei poeti con contributi di Alessandro Borsetto, Alessandro Oliviero, Annalisa E. Vivino, Armando Garbarini, Enrico Pietrangeli, Enzo Cristofori, Giovanni di Benedetto, Milvia Comastri, Nicoletta Santini, Patrizia Garofalo, Patrizia Trimboli, Piero Picca, Renzo Montagnoli, Serena Granatelli, Simona Ratto.

Carmina ha cadenza annuale. Per informazioni consultare www.ilfoglioletterario.it     <--

Si scarica qui direttamente:  CARMINA 6

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venerdì, 09 maggio 2008
GLI ORTI DELLA MEMORIA

Gli orti della memoria

Oggi è il trentennale di una data cruciale nella storia d’Italia e vorrei ricordarla. Forse la data più importante del nostro dopoguerra, una data simbolo come ce ne sono nella vita di ogni paese, come per gli USA il 9/11. Il nostro 9/11 è stato trent’anni fa, con un corpo morto ammazzato dentro una Renault rossa che sembrava chiara nei telegiornali in bianco e nero.
Si racconta che la morte di Aldo Moro sembrò allora la fine di tutto, il punto più basso cui un popolo poteva arrivare. Lo era. Ma era anche l’inizio di un'altra cosa, la sveglia dal torpore e dall’ignavia, un moto generale di rivolta, trasversale, che prese tutti. Un popolo come il nostro si riconosce tale nelle tragedie. E dal quel moto finirono gli anni 70. Certo con gli strascichi, ma solo casi isolati, ultimi fuochi.

Ultimi fuochi? Non lo so. Quando le forze in campo invece di propugnare concordia e democrazia tendono a perpetrare un clima da guerra civile non ne sono sicura. Le brigate storiche rosse e nere sono più o meno morte ma quante altre brigate stanno nell’ombra? Quando la civiltà di un popolo non si mostra, quando la politica, che è un rapporto a due tra eletto ed elettore, diventa un rapporto a tre tra me, loro che devo conquistare e il mio avversario-nemico che devo annientare, ecco, allora penso che quel clima l’Italia non l’ha mai perso, che viviamo ancora nel dopoguerra che i miei raccontano, fatto di forche e regolamento di conti.
Ieri sera seguivo ANNOZERO, il programma di Santoro, sui soliti giovani italiani. Non ci voglio ritornare ora, ne ho già parlato. Ma siccome poi il programma si è allargato a ciò che sento di continuo ultimamente, cioè le voci di diverse parti politiche che tendono a giustificare una sconfitta - che va accettata, ci piaccia o no - screditando l’avversario e seminando il seme della delegittimazione e prevedendo ritorni del popolo ad un fascismo dei manganelli, ecco mi dispiace, non ci sto.
Non ci si provino.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 16:26 | link |
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