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Francamente se si guarda la classifica generale nel suo insieme è abbastanza impressionante: il Mengoni ha tutte, e sottolineo tutte, le sue esibizioni nella top 100 di ITunes.
Ieri e il 5 sulla piattaforma c'è stata un po' di confusione, sembrava che le canzoni della nona puntata fossero senza richieste e questo dava ragione al parere diffuso che soprattutto l'esibizione del pezzo della Martini fosse stata un fallimento.
Giovedì c'era stata la sindrome del giorno dopo, un bombardamento di reazioni negative, di accuse di sbaglio madornale, di esecuzione da dimenticare. Ma possibile? Ero sorpresa, io vedevo un'altra cosa. Il mio ego stava demoralizzato in un cantuccio solitario e ruminante, non poteva credere di aver imbroccato una cantonata pazzesca. No, sul Mengoni no, mannaggia!
Ieri sera intorno alle 22 la verità: posizione più alta mai raggiunta, 2° posto. A conferma se ce ne fosse bisogno che il pubblico di XFactor è il migliore in circolazione.
Di questa puntata ci ricorderemo le dita nella marmellata. O meglio nel vasetto. Tutti alticci parecchio ieri sera, si sono cantati più i canti stonati di montagna che quelli pop coi Bastard Sons of Dionisio e si sono distribuiti e mangiati i famosi zuccherini che l'anno scorso anche i Farias lasciarono in dote (sono zollette di zucchero sotto alcool e qualche spezia aromatizzante) come cura per la voce prima dei concerti.
Seeeeeeee, dissero i ciucchi persi di grappa trentina.
Ai BSOD va la mia stima di sempre: invece di fare le rockstar de' noantri come ultimo sogno di trasgressione, suonano e lavorano come matti. Sono grandi anche per questo.
Il fatto che per la maggior parte le persone in studio fossero astemie ha contribuito all’ebbrezza veloce ma tanto non c’era molto altro da fare. C'era una partenza annunciata che si è alla fine compiuta, quella di Sofia, bersaglio da settimane delle migliori intenzioni di sterminio: dai riti voodoo con le chitarre acustiche trafitte da spilloni alle danze della pioggia sui tetti delle case discografiche, dalle lamentazioni in aramaico criptate nei blog di musica alle messe nere nei centri commerciali davanti agli stand dei cd, dalle lamelle votive etrusche gettate nelle tombe di Brian Jones, Jim Morrison e Jeff Buckley ai pupazzotti coi capelli di Hendrix nascosti sotto le panche delle birrerie, dalle corone di agli appese agli stipiti delle porte di RTL e sorelle ai dj che ripetutamente hanno fatto girare al contrario Sophy in the Sky with Diamonds per non parlare dei pendolini appesi al collo, si è fatto di tutto affinché uscisse e ieri sera il desiderio si è realizzato. Nota segreta dalla redazione di XFactor - si avvertono quelli che l'hanno votata: i numeri sono stati registrati, i nomi saranno individuati uno per uno e gli intestatari perseguitati, i loro averi venduti e i parenti costretti all'esilio.
Per il resto discreto livello di tutti, belle le Yavanna che cantano Vacanze romane e non urlano, un po’ meno la Marini ospite manierata nel suo ruolo siliconato sul punto di esplodere che scommetto ormai ha stancato anche lei, Marco con Almeno tu nell'universo che crolla dall'emozione tutto tremante e porta alle lacrime parecchi, Morgan che gli dichiara il suo amore guardandosi negli occhi, la Maionchi che si rompe i cojones, la Mori sempre strenuamente uguale a se stessa e non è un complimento, Silver con Un'avventura sempre uguale a se stesso e potrebbe anche essere un complimento, Giuliano che dopo 678 ore e 24 minuti di prove ha imparato benissimo le due strofe de L’immensità, la Maionchi che si rompe le great balls of fire.
Tommassini ieri sera si è superato non superandosi mai, a parte per Chiara con Le mille bolle blu, ma ci siamo divertititi a vedere le ballerine obese che ossessioneranno gli incubi dei maschietti per i secoli a venire.
Entrata Paola cantando Bjork con merito, un'altra esclusa dell'anno scorso e come per Damiano vale il discorso: non vorrei dire che c'era un motivo, una mancanza di pathos nel canto, ma aspettiamo di vederla in futuro.
E poi Marco. E Morgan. E Marco. E Morgan.
E Morgan che ieri sera si è rivoltato di brutto quando hanno ricominciato con la lagna solita del vincitore morale e Matteo e i secondi e i terzi e i bla bla di idiozia infinita: i revisionisti della storia non hanno mai pace. Quello che per molti è davvero difficile da comprendere è che se stanno cercando col Becucci un oggetto intercambiabile da classifica hanno sbagliato persona: la sua visione sofisticata della musica è un osso duro per chi è abituato a look&hits mordi e fuggi. Matteo si sta ritagliando con tenacia e senza grida un posto di estremo rispetto che molti non capiranno mai, come non capiranno mai cosa vuol dire fare musica e non semplici pezzi.
Non è un caso che Giusy Ferreri, la grande dominatrice di classifiche da un anno e passa, è un fallimento dal vivo. Ma vedete un concerto di Matteo e capirete. Francamente ci sono poche cose che mi danno fastidio nella vita ma l'ottusità si: è così difficile accettare la diversità di vedute e percorsi? Concepire che si possa arrivare alla meta per strade anche meno battute? Che se per molti attaccarsi al trend generale è naturale, per altri cercare proprie forme di vita è altrettanto naturale? Che spesso sono proprio queste che daranno le cose migliori e anche ritorni più duraturi?
Che uggia i ragionieri dell'arte. Prima di giudicare il lavoro di altri sarebbe bene darsi una calmata, riflettere ed evitare di offendere senza motivo.
Intanto il 13 novembre esce sia il cd di Morgan, la seconda parte del suo Italian Songs, che il cd di Matteo, tentativi entrambi di riprendere dal patrimonio sia italiano che internazionale canzoni di significato per riportarle all'attenzione del pubblico. Si rassegnino i detrattori e vadano a sentire le radio italiane che non li passeranno mai, saranno in buona compagnia.
Per finire che mettere come video? Domanda pleonastica, non c'è stata gara perché canzone triplamente difficile. Non solo perché al femminile e per fortuna non è stata cambiata per la prima serata Rai , è bello sentire un uomo cantare per un altro uomo, non solo con la fama di appartenenza ad una delle più grandi interpreti italiane come Mia Martini. Ma con una base rarefatta ed estraniata bellissima adatta più all'ascolto che al canto, tra le note liquide di Waiting for the night dei Depeche di Violator e una ballata jazz, eppure riuscire a seguirla senza andare fuori, tenere la melodia quando questa porta altrove. Eppure emozionare: è stata un'impresa quasi titanica. Questa esibizione la si apprezza in pieno solo in ascolti consecutivi: la prima volta per seguire solo la voce, tenerissima e straziata, poi per la musica. Poi di nuovo la voce. E ancora, ancora fino a che si fondono.
A dimostrare che la bellezza ha sempre poco a che fare con la perfezione ma usa ben altre misure. Qui siamo non uno ma cento gradini sopra tutto, oltre oltre oltre.
e questa
* Cliccare sul nome per votare - Paola è nuova entrata1
Fa piacere avere avuto ragione fin dall'inizio e vedere due artisti in cui credi guadagnarsi il giusto riconoscimento.
Il pezzo del Mengoni è salito da giovedì e che è micidiale lo sappiamo, Matteo è uscito appena ieri con il singolo in attesa del cd a novembre. Ora stanno accanto nei piani alti di ITunes. Che posso dire? Forza ragazzi!
In regalo la versione di Insieme a te sto bene fatta da Morgan live a Bologna insieme a Michele degli Aram Quartet. E se penso a come questo eccellente gruppo è gestito dalla stessa casa discografica che dovrebbe valorizzarli non so cosa potrei dire, lasciamo perdere.
Da notare che ci sono 3 cantanti di XFACTOR nelle prime 10 posizioni.
Esiste un premio per il video musicale più imbecille? Ho cercato ma mi sembra di no, quindi lo invento io:
PRIMO PREMIO INTERNAZIONALE DI VIDEO IMBECILLITA’
E il mio candidato per il 2009 è Treat Me Like Your Mother by The Dead Weather, il progetto di Jack White degli ex White Stripes, diretto da Jonathan Glazer, autore anche di Virtual Insanity di Jamiroquai. Il video mostra un duello moderno tra White e Alison Mosshart dei The Kills.
La motivazione: come in quattro minuti o poco più riuscire a mettere insieme una menata senza senso, offensiva e oltretutto pericolosissima. Menzione speciale poi alle liriche, particolarmente profonde. No, non le traduco.
Naturalmente Youtube è pieno di commenti tipo: ganzo, forte, si vedono i buchi, vero rock, kick ass e variegate esclamazioni di coglioni in estasi. Cosa non si fa per vendere.
A chi guarda il giudizio e se qualcuno ha candidati all'imbecillità da proporre aggiunga. Faremo un contest in piena regola.
Un paio di mesi fa stavo in auto sotto il sole del primo pomeriggio già parecchio caldo e avevo un cd dentro il lettore, un vecchio cd allegato di una rivista inglese che si chiama UNCUT e spesso compro. Sono antologie intelligenti, brani inusuali, fremiti e piccoli scossoni, basi di techno e covers, pezzi sparsi, gradevoli, stupefacenti talvolta, comunque sempre una sorpresa nel loro scoprirsi. Poi il cd finisce, il sole no, il traffico aumenta e la stazione radio che spunta sotto mi butta nelle orecchie una canzone. Non ascolto quasi mai le radio, mi annoiano a morte quei tappeti a tinte uniche di musiche intercambiabili, per di più inframmezzate dalle pubblicità modernissime per i giovani d'oggi.
Ma ora ascolto. Incredibilmente mi trovo a seguire il testo di una canzone in italiano. Ma... da quant'è che non succedeva? Dico per la miseria e aspetto la fine, dimmi il nome, ma chi è, dimmi il nome avanti avanti! Parte il pezzo successivo del tappeto di cui sopra e buonanotte, il nome è perso per sempre. Ma non le parole e l'autore la sera stessa viene fuori.
Ma allora quando si vuole promuovere un testo decente ci si riesce ancora. Quando si arriva a costruire una canzone non mordi e fuggi, tanto chi se ne frega, basta venda, ma qualcosa di vero per te autore che poi diventa patrimonio condiviso con l'ascoltatore, allora si fa ancora, in barba alle previsioni di mercato e casa discografica.
Ora, non so quanto SOLO UN UOMO di NICCOLO' FABI venda, credo il giusto tendente al basso e va benissimo, ma lui regala un pezzo da conservare anche per poi, da portare con sé, insomma qualcosa che resta e lo accomuna alla migliore letteratura.
Per questo, ho già cominciato a farlo col pezzo di Battisti durante Xfactor, metto il testo qui. Perché vale solo per le parole, anche se poi la musica lo veicola a dovere per ancorarlo a questi nostri anni.
E anche perché mi ha stranamente commosso. Mi ha ricordato per assonanze e quasi titolo un autore dei primi anni '90 da tempo rientrato alla vita normale che io amo molto ma non citerò qui, per rispetto al suo scomparire, e che mi piacerebbe tornasse.
Com'è bella la musica quando è davvero musica, fuori dalla banalità trita.
Ieri in un tg qualunque la giornalista si stupiva sonoramente del successo di quasi trent'anni dei Depeche Mode, in questi giorni in concerti superaffollati in Italia. E mi sono accorta che davvero non riusciva proprio a capirlo, neanche guardandoli e sentendoli. E allora che ci stava a fare lì a parlarne, specchio senza riflesso di molti addetti... a che? irrimediabilmente scollati dalla sostanza delle cose perché persi nelle forme indefinite delle apparenze del pressappochismo, niente di più lontano dal mondo di chi segue la musica per davvero, di qualunque genere sia. La musica vera è cultura profonda, cultura dell'uomo, esigenza, fondamento, compagna e punto focale proiettato in avanti, ma lo scordiamo troppo spesso.
In questi giorni ce n'è tanta a Parma, al Festival della Poesia, altra forma d'arte altissima, viscerale e bistrattata, perché non commerciabile secondo i canoni soliti. A domandarsi perché ogni cosa per valere deve essere commerciabile in termini quantitativi. Perché molti di noi siamo in movimento per altri versi.
Ecco allora anche il video di Fabi girato in una splendida da sempre Trieste.
SOLO UN UOMO
E' solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare
Si dice che le covers siano roba da karaoke, da balera. Da matrimoni. Cioè da gente di poche idee. O artisti di poco talento. Poi capisci come i pregiudizi sono la morte delle possibilità. Della creatività. E dei media: le loro frasi fatte si sfanno e ti ritrovi a pensare che fare proprio qualcosa di un altro non è arrendersi e rubare, è conservare e rinnovare, è ricostruire regalando emozioni mai spente. E' una stretta di mano sincera tra oggi e ieri. Dipende da chi sei e da come sei. E' forse il sangue di ogni arte.
Vorrei dire diverse cose ma non dirò altro. Li abbiamo avuti per quattro mesi e ce li siamo goduti. Chi c'era sa di cosa sto parlando, per gli altri non ci sono parole abbastanza per spiegare quello che è stato, vedere le cose belle nascere, crescere. Le cose inaspettate. Allora metto due video imperfetti di per sé, fatti da spettatori gentili al concerto, ma buoni abbastanza per capire cosa non sono questi due insieme.
E una preghiera al dio degli organizzatori, managements e agenti: una serie di concerti sparsi per l'Italia al più presto sarebbe gradita.
Parecchio. Ma proprio, proprio parecchio.
Ed eccoci di nuovo qua. A cinque giorni dalla vittoria e a riprova di quanto sostenevo ecco il mondo reale, quello che esiste fuori dalla tv e dagli isterici girotondi dei media.
MATTEO BECUCCI primo nella top download ALBUM di ITunes con IMPOSSIBILE che raccoglie le versioni lunghe di:
Impossibile, il pezzo inedito
The Power of Love, cantata insieme a Elisa, un gioiello, da vedere anche il video su Youtube ( o indietro nei miei post)
Lo avrei dovuto sapere, sua versione in italiano della canzone di Jim Diamond “I should have know better”
Ancora, ancora, ancora di Mina, sexy da morire
I’ll fly for you degli Spandau Ballet, che tocca punte di grazia incredibili e ne fa una canzone nuova
Sei bellissima di Loredana Bertè, altra canzone femminile interpretata da un uomo. Eh.
Mancano, credo per questioni di tempo, Stairway to Heaven degli Zep e Somebody to love dei Queen della finale che vorrei in alta fedeltà. Fino ad allora di nuovo Youtube, che se fa ascoltare malino almeno ci dà il video... e che video, in due minuti e 36 si è mangiato tutti...
Esce oggi 24 aprile la versione da negozio a un prezzo molto accessibile e mi viene di dare un consiglio: per quanto costi qualcosa meno su Itunes, la versione CD classica non ha paragoni per qualità e completezza, packaging compreso.
Compriamolo per noi e regaliamolo a chi ci sta a cuore, ci faremo un piacere, perché da anni non avevamo una tale fortuna nel panorama italiano. Italiano? Basta leggere i commenti di stranieri ai video della finale per capire....
Sto facendo colazione, latte e cioccolato e intanto ascolto fuori. Ci sono spari in questa mattina di freddo parecchio e cielo che sembra pronto per le neve. Spari di che? Siamo in stagione di caccia? Non me ne importa molto, odio la caccia come sport, vorrei sapere che sport sia ammazzare animali, dove sia il divertimento nel far soffrire esseri viventi, e poi questi spari disturbano l'atmosfera da quasi dicembre che abbiamo in queste colline di solito silenziose e assolate. Ieri sera c'era un tramonto rosso sangue e oro da far venire i brividi. Bello avere i quadri del rinascimento fuori dalla finestra ogni giorno…
Mah, ascoltiamo Vivaldi che è meglio. Su RAITRE stamani c'è questo programma partito zitto zitto che porta la musica classica ai bambini.Quasi nessuno ne parla, il resto ha alzato il sopracciglio dicendo sai che noia.
Mi fa domandare quale sia il problema con la musica classica che abbiamo in parecchi. Ovvero l’equazione classica = noia. Sarà il modo con cui talvolta è stata presentata al volgo? Parrucconi accademici che disquisiscono su overture e accenti pontificando dall’alto? Mi sa che è la stessa storia di Shakespeare, per anni negli artigli della cultura alta che aveva completamente snaturato la sua natura di spettacolo popolare. Anche la classica oggi era musica popolare ieri. Popolare nel senso di fatta per la gente, non nel senso di banale. E la gente godeva e apprezzava. E si accapigliava pure. Ricordo mio nonno che litigava tra Verdi e Puccini: una femminuccia, chiamava quest’ultimo, troppo melenso (non si offendano le femminucce, mio nonno ragionava con la mentalità del suo tempo), vuoi mettere il vigore di Verdi?
Io posso dare solo un contributo trasversale. Adoro tutta la musica, quindi conto poco. Però posso raccontare la prima volta che ho sentito qualcosa che mi ha cambiato la vita. Ho sentito Bach che ancora non sapevo si chiamasse Bach e suonato da un musicista che poi era molto poco accademico. Ma le Variazioni Goldberg suonate da Glenn Gould (1932-1982), geniale pianista e compositore canadese dalla tecnica formidabile, furono e sono tuttora un’esperienza trascendentale.
Le 32 Variazioni Goldberg per clavicembalo sono un’opera composta da Johann Sebastian Bach tra il 1741 e il 1745 per Johann Gottlieb Goldberg, un giovane musicista a quel tempo a servizio come maestro di cappella presso il conte Keyserlingk e costituiscono uno dei capolavori assoluti di Bach nell’ambito della musica per strumenti a tastiera.
Se siete tra quelli che non l'hanno mai ascoltate non posso che invitarvi a comprare il CD e consumarlo.
Glenn Gould plays Goldberg Variations 1-7
Glenn Gould plays Goldberg Variations var25

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